AVIARIA, BIOSICUREZZA PER L'USO DI UCCELLI DA RICHIAMO
Con l'Ordinanza 5 agosto 2010 (GU n. 196 del 23-8-2010) il Ministero della Salute ha ordinato la deroga al divieto dell'utilizzo di uccelli da richiamo appartenenti agli ordini degli Anseriformi e Caradriformi nell'attivita' venatoria.
Tenuto conto della favorevole situazione epidemiologica attualmente presente sul territorio nazionale e sulla base dell'esito favorevole di una valutazione del rischio operata caso per caso, il Ministero della Salute si è avvalso della facoltà concessa dalla Commissione europea, di autorizzare l'uso degli animali da richiamo nella caccia agli uccelli, prevedendo deroghe al divieto generale. Su tutto il territorio nazionale e' quindi concesso l'utilizzo di uccelli da richiamo appartenenti agli ordini degli Anseriformi e Caradriformi nell'attivita' venatoria.
L'utilizzo è tuttavia subordinato al rispetto delle misure di biosicurezza contenute nell'apposito Protocollo operativo previsto dall'Ordinanza 5 agosto 2010; infatti, l'Europa prevede che gli Stati Membri possano decidere in merito all'utilizzo dei richiami vivi a seguito della valutazione del rischio e dell'attuazione di una serie di misure di controllo sia degli individui sia del loro stato sanitario. I Servizi veterinari e gli Enti competenti dei controlli sull'attività venatoria sono tenuti alla vigilanza della corretta attuazione delle norme sanitarie previste dal Protocollo.
Il divieto di utilizzo dei richiami vivi appartenenti agli Ordini degli Anseriformi e Caradriformi nella pratica venatoria ha rappresentato uno dei principi di massima cautela nell'ambito delle attività del piano di controllo della malattia attuato sul territorio nazionale. Dal punto di vista epidemiologico l'utilizzo di volatili appartenenti agli ordini degli Anseriformi e Caradriformi nella pratica venatoria rappresenta un pericolo di introduzione dei virus influenzali dalle popolazioni selvatiche a quelle domestiche. Le specie appartenenti a tali ordini, infatti, risultano ampiamente recettive ai virus influenzali e, nel caso dei richiami, i soggetti utilizzati possono rivestire il ruolo di interfaccia ecologica per i virus influenzali, creando un ponte epidemiologico tra ambiente naturale e antropizzato con maggiori rischi di trasmissione dell'infezione al pollame.
La concessione della deroga è in vigore dal 24 agosto e sarà sospesa qualora dovessero mutare le condizioni epidemiologiche che ne hanno permesso l'adozione.
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