CLIMA, GOVERNO VALUTERA' IMPATTO ALLEVAMENTI
E' in corso a Parma la quinta conferenza dei ministri europei di salute e ambiente. Il Governo italiano adotterà un programma nazionale per ridurre l`impatto della filiera agroalimentare. L`80% dei volumi globali del settore e legato al ciclo delle carni. Nel mirino delle quote di emissione di anidride carbonica oggi ci sono già l`industria energetica (centrali, raffinerie, cementifici e così via) e i trasporti (come le automobili). Ora si sta studiando di mettere sotto osservazione anche il segmento dell`industria alimentare.
Se camion, automobili, aeroplani e tutto il sistema dei trasporti rappresentano il 25% della C02 liberata nell`aria, l`agricoltura è a un passo, con il 22% delle emissioni. Per questo motivo l`Italia, come hanno già cominciato a fare altri paesi europei, adotterà "un programma nazionale per la riduzione dell`impronta di carbonio nel sistema agroalimentare italiano", ha detto ieri Corrado Clini, direttore generale del ministero dell`Ambiente e presidente del comitato Cipe che gestisce le quote di emissione in Italia.
Il tema dell`impatto ambientale in agricoltura è caldissimo e divide il mondo produttivo. I più esposti per impatto ambientale sono gli imprenditori del settore dell`allevamento e delle carni, mentre tra i sostenitori dei programmi di riduzione delle emissioni ci sono numerose imprese del comparto delle colture vegetali.
Tra i progetti che il comitato Cipe per le quote di emissione sta esaminando c`è la riduzione dell`impatto degli allevamenti, per esempio incentivando il riutilizzo energetico del metano sviluppato dal letame, e un indirizzo verso gli allevamenti a pascolo, i quali hanno un impatto assai minore di quelli intensivi in cui gli animali sono nutriti con mangimi a base di granturco e di farine proteiche. Inoltre nelle strategie nazionali contro le emissioni si promuoverà tra i consumatori uno stile di vita mirato verso un`alimentazione attenta.
Secondo i dati illustrati a Parma, l`8o% delle emissioni di C02 in agricoltura viene dall`insieme del ciclo produttivo delle carni (in senso esteso, come per esempio la coltura e la produzione dei mangimi zootecnici) e per ottenere un chilo di carne viene emessa tanta anidride carbonica quanta ne produce un`auto europea di media grandezza in 250 chilometri.
L`ipotesi di programmi per contenere le emissioni agricole si sta facendo avanti anche in Europa (i sostegni europei alla produzione agricola secondo gli schemi Pac potrebbero essere sostituiti da incentivi alle produzioni a basso impatto ambientale) e, secondo Clini, l`orientamento, più diffuso è verso un`analisi della cosiddetta "impronta ecologica" sui diversi alimenti, come in Gran Bretagna fa già la catena Tesco.
La conferenza riunisce 53 paesi non solamente della Ue, in un`idea allargata di Europa: vi è ricompreso per esempio Israele.
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