USO IN DEROGA E CONTRADDIZIONI DI LEGGE

02-02-2010 15:25

L'odierno pronunciamento della FNOVI sull'uso in deroga "corrisponde alla nostra posizione", dichiara Carlo Scotti (ANMVI): "Se il Codice del Farmaco e il Codice penale non sono allineati non è colpa del veterinario - aggiunge il Presidente Senior dell'Associazione- e se il Legislatore si è dato la finalità di evitare all'animale inutili, evidenti e inaccettabili sofferenze, il quadro normativo entra in assurda contraddizione quando sanziona il medico veterinario che antepone al rigore burocratico la salute del suo paziente e il ricorso alla sua scienza e coscienza".

La FNOVI è tornata oggi sul caso dell'uso di "econor valnemulina" negli allevamenti di conigli per sollecitare il Ministero della Salute ad "archiviare le sanzioni" e ad aprire un tavolo di lavoro sull'impianto normativo che sottende l'uso del farmaco in deroga in tutti i settori professionali.

La finalità dell'uso in deroga è quella di evitare all'animale uno stato di sofferenza e compete al medico veterinario individuare la soglia dello stato di sofferenza dell'animale, agendo in scienza e coscienza, nel rispetto del codice deontologico e dell'animale, e, in senso più ampio nel rispetto di norme e leggi che già da tempo tutelano il benessere animale.

Una disamina legale del quadro giuridico evidenzia un complesso di norme che porta il medico veterinario al paradosso di dover scegliere se esporsi al rischio di subire la sanzione amministrativa ex D. Lgs. 193/2006 o la sanzione penale ex artt. 544-ter e 638 c.p.".

Tutto ciò è "aberrante", conclude la Federazione e "rappresenta un limite al libero esercizio della professione veterinaria e alle condizioni che rendano effettivo tale diritto".

 

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